mercoledì 4 gennaio 2012

Brisbane-Murray vince ma non convince, tutto facile per Tomic e Baghdatis

Turno molto complicato per lo scozzese che deve inseguire per larghi tratti della partita contro il gran servitore Gilles Muller; alla fine saranno decisivi alcuni episodi che gireranno il match dalla parte del numero quattro del mondo.

Ivan Lendl ha già capito con quale soggetto ha a che fare e la sua faccia vista oggi in tribuna durante il match del suo assistito era abbastanza eloquente: una partita pessima, giocata sempre a inseguire (non tragga in inganno il terzo set, vinto in scioltezza grazie al crollo nervoso del lussemburghese) e con Muller che si è trovato anche a due punti dalla vittoria.

Il primo set è una successioni di turni di servizio vinti, eccetto il decimo: qui lo scozzese compie un frittatone totale e cede addirittura a zero la battuta, e conseguentemente il parziale. Murray capisce che bisogna reagire subito, perchè se il suo avversario dovesse consolidare la fiducia nella sua arma più importante, il servizio, la faccenda si complicherebbe e di molto; è quindi un merito per lo scozzese il break in apertura, in un game che Muller conduceva 30-0. Il vantaggio però dura poco, e dal 2-0 Andy subisce un parziale di tre giochi per il suo avversario. La partita sembra avviarsi verso la conclusione quando durante l'ottavo game un Murray in confusione totale si trova 15-40, dopo un brutto doppio fallo: la testa di serie numero uno mantiene però saldi i nervi e ritrova la prima di servizio, data quasi per dispersa, e si mantiene in riga. Muller però concede ben poco e in un attimo è lo scozzese a ritrovarsi in difficoltà: per sua fortuna però sul 5-6 15-15 trova un passante che trova un nastro benigno che lo rimette in campo, lasciando fuori causa l'avversario. Non è tutto, il punto successivo è un regalo di Murray che però poi ritrova il servizio e sale fino al tie break; ed è probabilmente nel primo punto la svolta del match: Muller trova un gran prima ma a campo aperto sbaglia una comoda voleè di rovescio. Il minibreak iniziale permette a Murray di condurre l'intero tie break, dove regalerà anche un recupero meraviglioso di rovescio, e portarsi un set pari. Il terzo set è un dominio unico di un Murray che ha ancora tanto da lavorare: il prossimo avversario, Baghdatis, è già un banco di prova importante, soprattutto per lo stato di forma mostrato nell'ultimo periodo dal cipriota. L'ex finalista degli Australian Open regola Kei Nishikori in due set comodi, dopo che nel secondo si ritrovava sotto 3-0. Bene anche Tomic, che umilia in quasi un' ora di gioco un altro giapponese, Ito. Ora affronterà Istomin, che dopo aver usufruito del ritiro di Florian Mayer beneficia dei problemi di un altro tedesco, Tommy Haas. Nella parte bassa del tabellone invece si salva il guru Dolgopolov, che annulla tre match a  Andreev: ora per lui c'è l'esperto Stepanek. Chiude il quadro dei quarti di finale la sfida tra Giraldo, giustiziere di Millman prima e Petszchner poi, e Simon, ancora atteso a un banco di prova di rilievo.

Ottavi di Finale
Murray b. Muller 4-6 7-6(4) 6-0
Baghdatis b. Nishikori 6-3 6-4
Istomin b. Haas WalkOver
Tomic b. Ito 6-1 6-2
Stepanek b. Nieminen 7-6(3) 6-2
Dolgopolov b. Andreev 6-7(3) 7-6(9) 6-2
Giraldo b. Petzschner 6-4 6-4
Simon b. Duckworth 6-3 7-5

sabato 31 dicembre 2011

E' Djokovic il re di Abu Dhabi, Nadal conquista il terzo posto

Finisce l'esibizione di Abu Dhabi, appassionante come pochi altri tornei, ed è Djokovic a conquistare il trofeo, regolando facilmente in finale lo spagnolo David Ferrer. Per la gloria la finale per il terzo posto, dove Nadal si impone abbastanza agevolmente su Roger Federer.


Rafael Nadal b. Roger Federer 6-1 7-5

Ancora una prestazione decisamente opaca per lo svizzero, decisamente meglio invece il maiorchino. Sono queste le due facce della finalina di Abu Dhabi. Troppi gratuiti per Federer, soprattutto in lunghezza, e troppa fretta nella conclusione dello scambio: e tra due giorni a Doha affronterà Davydenko, in fase sì oltremodo calante, ma sempre una brutta gatta da pelare. Buone risposte come detto per Rafa, più incisivo e più profondo con i suoi colpi.
Dopo un primo set che scivola via molto facilmente Nadal conquista il break anche ad inizio secondo set; è un lampo che dura poco, poichè Federer riesce a riportarsi immediatamente in parità. La disfida si decide nel corso dell'undicesimo gioco del parziale, dove Federer, pur salvando 6 palle break, cede il servizio e, di conseguenza, anche la partita. Ora rivedremo i due in campo già a partire dal 2 gennaio, a Doha, contro Kohlschreiber e, appunto Davydenko.

Novak Djokovic b. David Ferrer 6-2 6-1

Non lasciatevi ingannare dal risultato: oggi Ferrer ha disputato una ottima partita. Peccato che sulla sua strada abbia trovato di fronte un Djokovic praticamente perfetto, già sulla falsariga del Nole versione 2011. Il serbo trova già il successo che, sebbene non conti per le statistiche, fa morale e fa già capire agli avversari le sue intenzioni.
La partita non è mai in discussione e il parziale rispecchia l'andamento dell'incontro. Onore comunque a un giocatore onesto e instancabile come lo spagnolo che merita di essere dove è sebbene dietro di lui stiano tennisti più abili e talentuosi ma con meno testa e raziocinio. Ferrer ora volerà verso la Nuova Zelanda in qualità di detentore del titolo ottenuto a Auckland l'anno scorso; per Djokovic in Australia ci saranno solo gli Australian Open.

venerdì 30 dicembre 2011

Federer e Nadal inguardabili, poco spettacolo al Mubadala Championship

Due semifinali senza storia in quel di Abu Dhabi relegano le prime due teste di serie, Roger Federer e Rafael Nadal, alla finale per il terzo posto. Saranno invece il quadrato Ferrer e il numero uno Djokovic a contendersi il titolo.

Novak Djokovic b. Roger Federer 6-2 6-1

Finisce in meno di un' ora la partita clou delle semifinali dell'esibizione di Abu Dhabi.Un Federer fallosissimo e ancora decisamente imballato non può nulla a un Djokovic già centrato e comunque non obbligato a disputare la partita della vita per avere la meglio sullo svizzero e approdare in finale. E pensare che nei primi punti era stato proprio l'ex numero uno del mondo a dare una migliore impressione, con alcune accellerazioni che avevano messo in difficoltà Nole; tempo 4 game però, e la partita non si è più giocata. Dal 2-2, infatti, l'incontro registra un parziale di 9-0 in favore del serbo e la pratica è già bella e che chiusa. Molto onesto Federer al termine dell'incontro, porgendo le proprie scuse al pubblico accorso in massa all'impianto della cittadina araba e fiducioso in un pronto riscatto contro Nadal nella finalina per il terzo posto. Punta già al primo "titolo" Djokovic, che vedremo domani in finale.

David Ferrer b. Rafael Nadal 6-3 6-2

E' una partita che si sviluppa sulla falsariga della precedente. Nadal scende in campo in condizioni fisiche sconcertanti (come praticamente sempre da un anno a questa parte) e crolla di fronte a un Ferrer pressochè perfetto. Nadal poi si giustificherà ricordando i soliti problemi alla spalla, dicendo che fosse sicuro di perdere questo match.
Non c'è molto di che raccontare, un break nel primo set, due nel secondo e il valenciano vola. C'è da dire che, anche per il valore in sè della competizione, il pubblico di Abu Dhabi non è che si stia godendo uno spettacolo incredibile. Speriamo che con l' avvento di Doha, Chennai e Brisbane ci sia un po' più di verve agonistica (e su questo comunque non ci sono dubbi).

Finale 3/4
domani 31 dicembre, ore 12
Federer vs Nadal

Finale 1/2
domani 31 dicembre, ore 14
Djokovic vs Ferrer

giovedì 29 dicembre 2011

Djokovic e Ferrer avanzano ad Abu Dhabi, eliminati Monfils e Tsonga

Djokovic si nasconde dopo aver lisciato un diritto
Muoiono sul nascere le velleità francesi ad Abu Dhabi; nell'esibizione che chiude il 2011 e fa da apripista all' imminente stagione 2012 Monfils e Tsonga escono già ai quarti di finale. Bene Ferrer, che affronterà Nadal, e Djokovic, atteso dall'elvetico Roger Federer nella prima semifinale di domani. 

David Ferrer (Esp) b. Jo Wilfred Tsonga (Fra) 2-6 7-6(5) 6-2                                                                           
La soleggiata giornata nella capitale degli Emirati Arabi Uniti inizia con una partita gradevole, vinta da un Ferrer sempre più in palla col passare dei giochi. L'inizio dello spagnolo è però tra i più traumatici e il valenciano è costretto a cedere due break ad uno Tsonga centrato quanto basta, soprattutto col servizio. David però, come è nella sua natura, non molla e nel corso del quinto game del secondo set conquista il break; nemmeno il tempo di festeggiare che Tsonga si riporta in parità, 3-3 e servizio per il francese di origini congolesi. Il set scivola via "on serve" come si direbbe oltremanica e la contesa termina al tie break, dove per un' inezia è l'iberico a prevalere, per sette punti a cinque. Nel terzo set l'equilibrio maturato nel corso dell'intera partita si sgretola a favore di Ferrer, entrato sempre più in condizione di game in game e più pronto rispetto a un Tsonga in versione ancora sperimentale. Probabilmente l'obbligo di difendere i 250 punti di Auckland e la semifinale a Melbourne giustifica una preparazione che permetta allo spagnolo di essere subito al 100%, mentre Tsonga, che prima degli Open d'Australia disputerà un' altra esibizione, ha un numero esiguo di punti da difendere nella prima parte dell'anno. Ora David Ferrer affronterà il connazionale ed amico Rafael Nadal, nella seconda semifinale a partire dalle 14.

Novak Djokovic (Srb) b. Gael Monfils (Fra) 6-2 4-6 6-2
L'incontro più appassionante di giornata, con punti spettacolari e divertimento assicurato. D'altronde Monfils è un nome sicuro in quanto a funambolismo, follia ed elasticità. Il numero uno del mondo parte forte e Monfils in un battibaleno si trova sotto 3-0. Il primo set procede su binari favorevoli al serbo e si chiude rapidamente con il successo di Nole. Il secondo parziale si apre con una sbandata del più quotato giocatore di Belgrado, che cede immediatamente il servizio. Monfils sale in cattedra col servizio e, in mezzo a punti giocati solo per il pubblico, mantiene quel break sino alla fine, chiudendo il set per sei giochi a quattro. Nel terzo e decisivo set Djokovic è bravo a risollevarsi per ben due volte consecutive dal 15-40, mentre Monfils cede il servizio alla prima occasione e chiude l'incontro in maniera indegna, con un doppio fallo. Ora rivedremo il simpatico francese in quel di Doha, dove può guadagnare punti e riappropinguarsi della top ten in classifica: anche a Melbourne infatti non ha grandi cambiali da scontare. Per Djokovic invece, prima dell'annata dove dovrà difendere punti praticamente dappertutto, c'è il match contro Roger Federer che seppur senza nulla di realmente importante in palio non sarà e non potrà essere una sfida qualunque.

Semifinali, 30-12-11
ore 12,00 Roger Federer-Novak Djokovic
ore 14,00 Rafael Nadal-David Ferrer

Il torneo è trasmesso in diretta da Sky.

martedì 27 dicembre 2011

Tornano i big, spettacolo ad Abu Dhabi

La calda città medio-orientale si accinge ad ospitare il primo vero atto della nuova stagione. Dal 29 al 31 Dicembre sei campioni si daranno battaglia per conquistare il Mubadala Championship e succedere a Rafael Nadal.

Si ricomincia. Nonostante ci siano già state altre esibizioni di minor prestigio come quella sulla terra nera di Bilbao o quella di Buenos Aires, Abu Dhabi è la prima vera tappa di avvicinamento agli Australian Open, per condizioni ambientali, periodo e valore dei giocatori in campo. Come ha detto Federer è il torneo più adatto (e guarda caso la settimana prossima va a Doha, dove le condizioni di gioco sono pressochè identiche) per prepararsi meglio al mese in Oceania; l'elvetico, tra l'altro, possiede una casa nelle zone limitrofe agli impianti tennistici della città.

L'anno scorso si impose Rafael Nadal, con un doppio 7-6 proprio su Roger Federer. Rispetto alla passata edizione mancheranno Berdych, Baghdatis e ovviamente Soderling, ancora alle prese con la mononucleosi; per lo svedese il vero problema arriverà a Febbraio, quando dovrà difendere i titoli di Rotterdam e Marsiglia. Ci saranno invece Djokovic, Ferrer e Monfils mentre Jo Wilfred Tsonga giocherà sia qui che all'esibizione del Kooyong, a Melbourne.

Il tabellone prevede soltanto due quarti, con Federer e Nadal già qualificati alla semifinale. Si comincia giovedì alle 15 con Ferrer-Tsonga e a seguire Djokovic-Monfils; venerdì le semifinali e sabato la finale, tutto in diretta su Sky.


venerdì 23 dicembre 2011

Australian Open, si aprono le scommesse: chi vincerà a Melbourne?

Sono uscite le quote antepost del primo slam di stagione. Qual'è l'azzardo da giocare?

Australian Open Maschile, Vincente

Djokovic, Novak (Srb)   3,00
Federer, Roger (Sui)    3,50
Nadal, Rafael (Esp)    5,50
Murray, Andy (Gbr)   7,00
Del Potro, Juan Martin (Arg)  16
Tsonga, Jo Wilfred (Fra)    20
Berdych, Thomas (Cze)    50
Ferrer, David (Esp)   75
Tomic, Bernard (Aus)    75
Cilic, Marin (Cro)   100
Fish, Mardy (Usa)  100
Raonic, Milos (Aus)  100
Isner, John (Usa)  150
Tipsarevic, Janko (Srb)  150
Roddick, Andy (Usa)  200
Monfils, Gael (Fra)  200
Verdasco, Fernando (Esp)  250
Nalbandian, David (Arg)  250
Baghdatis, Marcos (Cyp)  250
Hewitt, Lleyton (Aus)  250
Altro  50

Rimane Novak Djokovic il favorito per gli Australian Open 2012. Il bis a Melbourne del numero uno del mondo è pagato 3 volte la posta. Segue molto ravvicinato Roger Federer, a 3,50. Più indietro Nadal e Murray, ancora alla ricerca del primo successo in uno slam e finalista nel 2011. Seguono poi le due mine vaganti per eccellenza: Juan Martin Del Potro, se in forma, può risultare davvero un outsider di livello, mentre Tsonga ha già fatto finale 4 anni or sono in Oceania. A seguire poi tutti gli altri, Berdych a 50, Tomic a 75 e Cilic a 100, nonostante un problema al ginocchio che gli ha già fatto saltare Chennai potrebbe tenerlo fuori dal suo slam preferito. Janko Tipsarevic è pagato addirittura 150 volte, chiudono la lista i giocatori clou del decennio appena trascorso, come Roddick, Nalbandian e la wc Hewitt. A 50 il successo di un giocatore non inserito nella lista.

Australian Open Femminile, Vincente

Williams, Serena (Usa)   3,50
Kvitova, Petra (Cze)  5,00
Azarenka, Viktoria (Blr)  9,00
Stosur, Samantha (Aus)  11
Clijsters, Kim (Bel)  14
Wozniacki, Caroline (Den) 16
Sharapova, Maria (Rus) 16
Radwanska, Agneszka (Pol) 28
Li, Na (Chn)  33
Zvonareva, Vera (Rus)   33
Lisicki, Sabine (Ger)   40
Petkovic, Andrea (Ger)   40
Ivanovic, Ana (Srb)  40
Williams, Venus (Usa)   75
Bartoli, Marion (Fra)  75
Pavlyuchenkova, Anastasija (Rus)  75
Goerges, Julia (Ger)  100
Kuznetsova, Svetlana (Rus)  100
Jankovic, Jelena (Srb)   100
Schiavone, Francesca (Ita)   100
Pennetta, Flavia (Ita)  100
Kleybanova, Alisa (Rus)  150
Altro  13

Come al solito ben più equilibrata la situazione in campo femminile. La favorita è Serena Williams, subito seguita dalla dominatrice del 2011 Petra Kvitova. Relegata a 16 la numero uno del mondo, Caroline Wozniacki, tutt'ora alla ricerca del primo successo in un torneo dello slam. Difficile che la Stosur ripeta l'impresa di New York, la detentrice del trofeo, Kim Clijsters, paga l'assenza forzata di 8 mesi ed è pagata a 14. E Vika Azarenka? Potrebbe essere il suo momento, e la quota non è affatto malvagia. Interessanti le tedesche a 40, zero speranze per le italiane. Se avete due euro da buttare, non sono disdicevoli le quote di Zvonareva e Sharapova. Li Na, invece, faticherà a bissare la finale del 2011. La quota altro, abbastanza bassa, testimonia l'equilibrio generale in tutto il movimento, che fatica ancora a trovare delle gerarchie ben definite.

fonte: Snai.it

giovedì 22 dicembre 2011

2011: Un anno di giovani talenti

La stagione appena terminata ha messo in mostra molti giovani di belle speranze. Andiamo ad analizzarli uno per uno.

Milos Raonic: Dotato di un servizio super e di una capacità di leggere le situazioni in campo fuori dal comune Milos Raonic è stato colui che ha infiammato la prima parte dell’anno. Fuori alle qualificazioni a Chennai si è messo in mostra a Melbourne, dove ha raggiunto gli ottavi di finale battendo gente del calibro di Llodra e Youzhny. Dopo la sconfitta contro il tedesco Greul a Johannesburg è volato in Claifornia, a San Josè, dove si è imposto battendo in finale Verdasco in un match privo di break. La settimana successiva ci ha riprovato a Memphis, ma dopo tre ore di gioco ha dovuto cedere all’ex numero 1 Andy Roddick; i due master 1000 americani di Marzo hanno messo in luce la fatica accumulata nei mesi precedenti, dove aveva giocato praticamente in tutte le parti del globo. A questo punto Milos era chiamato alla prova del nove siccome in molti non pensavano che si sarebbe potuto ripetere pure sul rosso. Nonostante ciò il canadese ha ottenuto alcuni buoni risultati, come la semifinale all’Estoril battendo anche il pragmatico Gilles Simon. Sull’erba non ha sfigurato, raggiungendo i quarti ad Halle: putroppo però un infortunio a Wimbledon contro Gilles Muller ha modificato drasticamente i piani del giocatore in questione; infatti Milos Raonic deve saltare tutta la stagione americana sul cemento, probabilefucina di punti per lui, e ritorna in campo soltanto a Ottobre a Tokyo, dopo la fugace apparizione contro l’Israele in coppa Davis. La stagione si chiude con una semifinale a Stoccolma, in un incontro che vedeva condurre il giocatore riccioluto fino a che Monfils non ha preso le redini del gioco sul 6-7 2-4 e con due primi turni a Valencia e a Bercy. Stagione comunque ottima per il suo ranking, che passa da 156 a 35. D’altronde il suo servizio quasi infallibile lo rende un avversario scomodo per tutti e a rete ha una discreta mano. Una sua caratteristica che sorprende molto gli addetti ai lavori è comunque la sua abilità di interpretare come un giocatore navigato le situazione in campo e di sapere sempre cosa fare per provare a ottenere il punto. Con qualche miglioramento tecnico e negli spostamenti, limitati a causa della sua stazza fisica, può ambire senza problemi alla top ten.

Bernard Tomic: Giocatore abbastanza speculare a Raonic, ha un gran servizio ed è un ottimo colpitore. Comincia la stagione nella sua patria adottiva, l’Australia, raccogliendo un terzo turno a Melbourne sconfitto da Rafael Nadal. La primavera rimane un po’ anonima, con sconfitte premature nel circuito Challenger eccetto una finale a Kaloundra. La stagione sulla terra battuta è un disastro, sebbene essa risulta la superficie peggiore per lui: a Parigi cade contro Berlocq, un giocatore di caratteristiche completamente opposte. Le due semifinali a Nottingham riportano fiducia nel suo ambiente e Bernard riesce a disputere un grande torneo al All England Club. Partito dalle qualificazioni seppellisce Davydenko, fatica con Andreev (la sospensione probabilmente risulterà decisiva per l’esito di questo match), ha vita facile su Soderling, scherza con Malisse e giunge fino ai quarti dove mette in difficoltà colui che poi si laureerà campione, ovvero Novak Djokovic. Da qui in avanti Tomic vive un po’ di rendita e negli USA batte solo Lu e Yani, venendo poi distrutto da Cilic. In Asia parte male perdendo da Cipolla, altro giocatore agli antipodi come Berlocq, poi si rifà vincendo quattro partite tra Tokyo e Shanghai. E’ comunque un giocatore dal grande talento, che spesso però è appagato dalle sue qualità e perde contro giocatori decisamente meno forti ma più combattivi. Se riuscisse a limare questo aspetto del suo carattere avrebbe una classifica migliore di quella attuale.

Donald Young: Dopo tanti anni da promessa incompiuta il 2011, o meglio l’estate del 2011, ha permesso al mancino afroamericano di farsi illuminare dalle luci della ribalta. La prima scossa della stagione arriva in Marzo, quando a Indian Wells Young riesce a sconfiggere Andy Murray; il sogno nel torneo dura poco, poiché nel match successivo Tommy Robredo risulta essere un avversario indomabile. Rinuncia alla stagione europea sulla terra, e non brilla sull’erba. La vera esplosione dell’ annata arriva ad Agosto, quando nell’Atp 500 di Washington giunge fino alla semifinale, dove cede all’esperto Stepanek. Ma non finisce qui, agli Us Open infatti fa capire davvero come egli non sia più la promessa incompiuta per eccellenza e raggiunge gli ottavi dove stavolta deve cadere contro Murray. Nel suo cammino a Flushing Meadows è doveroso ricordare il memorabile incontro chiuso 7-6 al quinto contro Stanislas Wawrinka. L’ultimo acuto stagione del 22enne di Atlanta è il torneo di Bangkok, dove rimontando Monfils in una partita già persa raggiunge la finale in Thailandia, dove è nuovamente sconfitto in maniera netta da Andy Murray. Giocatore talentuoso, dotato di un ottimo diritto, può probabilmente migliorare il suo ranking attuale (numero 39) anche se Raonic, Tomic e altri che andremo a citare ora sembrano avere quel qualcosa in più che li potrebbe portare a raggiungere livelli di tennis altissimo.

Ryan Sweeting: Stagione abbastanza altalenante per il tennista di Bahamas, che sulla terra di Houston ha sorpreso tutti e si è portato a casa l’intera posta. Peccato che dopo questo titolo, ampiamente meritato, il talento americano sia incappato in un filotto di sconfitte al primo turno, alcune contro vecchie volpi come Ljubicic, Baghdatis e Benneteau, altre contro giocatori di basso rilievo, come contro Haider Maurer al Roland Garros; a Wimbledon ha ripreso una partita compromessa con Andujar per poi cadere contro Nadal. E’ stato il momento poi della sua stagione preferita, quella sul cemento di casa, dove ha ottenuti alcuni mediocri risultati senza mai però vincere più di due partite nello stesso torneo. Le ultime vittorie del 2011 coincidono col Challenger di Tiburon, dove si presenta da testa di serie numero 1 ed esce alle semifinale contro il più quotato Sam Querrey. Gran lottatore, non ha un servizio devastante ma si difende in tutti i fondamentali; nel 2012 può sicuramente migliorare il suo rank (72) e approdare nei primi 50. Troppo discontinuo probabilmente per puntare oltre.

Ryan Harrison: Dopo la sorprendente vittoria contro la vecchia volpe croata Ljubicic a Flushing Meadows lo scorso anno le aspettative che si erano create sul 19enne americano non sono state affatto deluse in questo 2011. Autore di un’ ottima stagione Harrison ha dimostrato di poter essere un uomo affidabile per il futuro del tennis americano, sebbene abbia ancora da migliorare molte cose per raggiungere i vertici della classifica. Il suo limite più grande è probabilmente il servizio, poiché si difende bene sia da fondo campo che a rete.
Dopo un deludente avvio in Australia Ryan si rifa vincendo il Challenger di Honolulu e soprattutto raggiungendo gli ottavi a Indian Wells. Il vero boom d’annata arriva però in corrispondenza dell’estate sul cemento americano, dove in due settimane trova la semifinale a Atlanta e a Los Angeles, sbattendo sempre contro Mardy Fish. Agli Us Open è sfortunato, poiché trova subito un quadrato Cilic. Il finale di stagione non regala più grandi sussulti per Ryan Harrison; nonostante ciò lo statunitense, vista anche la giovanissima età, ha tutte le carte in regola per salire esponenzialmente di classifica, migliorando la sua 79esima posizione attuale.

Kei Nishikori: Finalmente un po' di vento nuovo arriva dall'Asia; passati i tempi di Srichapan era da tempo che si attendeva un talentuoso giocatore dagli occhi a mandorla. E Kei inpersona appieno il tennista completo, abile su tutte le superficie e penetrante con tutti i suoi colpi. Ancora alla ricerca del primo titolo, Nishikori ha messo a segno quest'anno ben due finali perdendo da Sweeting a Houston e da Federer a Basilea; nel torneo svizzero, però, ha domato il cannibale dell'anno, Novak Djokovic. Ma andiamo con ordine, partendo dall'Australia dove il giapponese raccoglie un discreto terzo turno, sconfitto da Verdasco. Il febbraio statunitense porta in dote un' ottima semifinale a Delray Beach, dove cede alla sua vera e propria bestia nera, Janko Tipsarevic, che lo batterà per ben quattro volte in stagione. Successivamente fa, come detto, finale a Houston e semifinale a Eastbourne; esce subito a Wimbledon e a New York, ma si esalta al coperto. Nell'ultima trance di stagione, infatti, va in finale a Basilea, in semifinale a Kuala Lumpur, dove guarda caso perde da Tipsarevic, in semi anche al 1000 di Shanghai e da un contributo fondamentale per la promozione nel World Group del suo Giappone. Un giocatore tutto da seguire, che merita ampiamente la posizione (25), che tutt'ora occupa nel ranking mondiale.

Grigor Dimitrov: Esteticamente bello da vedere, il bulgaro probabilmente somiglia soltanto nelle movenze a Roger Federer. Non ha una palla penetrante e pesante come Raonic o Tomic, e questo gli complica decisamente la conclusione del punto.
Apre le danze col successo a Cherbourg, poi vola negli States dove esce subito a Houston in un match infinito e decisamente brutto contro Gabashvili. A Monaco è bravo a raggiungere i quarti, poi colleziona una serie di sconfitte immediate. A Eastbourne fa quarti (perdendo anche lui contro Tipsarevic), mentre a Wimbledon da spettacolo contro Tsonga. A Newport esce contro un giovanissimo di belle speranze, Denis Kudla, mentre a Washington perde ai quarti, guarda caso contro il solito Tipsarevic. Negli ultimi tornei dell'anno fa quarti a Bangkok e Stoccolma, dove perde senza alibi contro Raonic.
Da sempre nominato Baby Federer, riuscirà a scrollarsi di dosso la pesantezza di questo soprannome?


Altri giovani promesse si sono imposte in quest’anno appena trascorso, ma per diverse ragioni ho deciso di non inserirle in questa analisi: ad esempio Del Potro, soltanto 22enne ma già campione a Flushing Meadows e giocatore di indiscusse e riconosciute qualità, il guru Alexander Dolgopolov Jr, che finalmente ha portato a casa un titolo (Umago), Gulbis, talento troppo intermittente, accesosi soltanto a Luglio in quel di Los Angeles, o Federico Del Bonis, sorprendente semifinalista a Stoccarda. E' giusto menzionare anche il lituano Berankis e il prorompente tedesco Cedrik Marcel Stebe, fresco vincitore delle finali del circuito Challenger a Sao Paulo. Il 2012 sarà l’anno della conferma o dell’anonimato per questi ragazzi? Al campo l’ardua sentenza!